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Salento

  • 3 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Salento

Terre e mari a Sud Est

Luca Bergamin - Polaris, 2022


Salento

Siamo a Sud Est, coccolati e stretti da due mari, sulla propaggine orientale estrema di un'Italia che è già Grecia e viceversa. Ci accingiamo fisicamente, predisponiamo spiritualmente, a un viaggio che è contemporaneamente anche una navigazione: acqua e terra, infatti, qui si scambiano e confondono, spesso e volentieri. Il passato illustre e il presente alla moda si uniscono e fanno girare la testa tanta è la bellezza paesaggistica, storica, architettonica e soprattutto umana che circonda e circuisce, cinge e blandisce. È un racconto, un reportage, una scrittura affettuosa e una descrizione anche critica che cammina sui confini di dolomia, penetra nei borghi bianchi, si tuffa nell'Adriatico e nello Ionio, si fa toccare la pelle dalla città dove le pietre hanno il colore e la dolcezza del miele, scandaglia le campagne, abbraccia gli ulivi e soprattutto stringe sempre le mani alle persone per avere un contatto più diretto, profondo e schietto possibile con il Salento di oggi e conoscere così anche quello di ieri. Dalla lettura di Salento. Terre e mari a Sud Est si riemerge inebriati dalla vista del blu più profondo, arrabbiati per la perdita del suo verde oceano di foglie, scaldati dalla luce amorosa, sospinti dal soffio dei venti che battono o accarezzano a seconda di quello che essi decidono di fare: quel che conta è mettersi in scia. In sella a una vespa 50 special, al volante di una Cinquecento anni '60 qui si può provare un senso di libertà e di inattesa appartenenza che trasformano l'anima e l'esistenza. (Sinossi Polaris)



Salento rurale


Il fuoco invisibile

Storia umana di un disastro naturale

Daniele Rielli - Rizzoli, 2023


Il fuoco invisibile

Libro incluso tra i dodici candidati al Premio Strega 2024


Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci? È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo. Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta. Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile. L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile? Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall’inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda. Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull’enorme potere delle storie. (Sinossi Rizzoli)


Consigliato da Guido

Ancora oggi in tanti negano l’esistenza della Xylella o quantomeno il nesso causale con l’epidemia, mentre “ la malattia continua ad avanzare, solo che si è smesso di parlarne”; almeno il ritmo è rallentato, per una serie concomitante di fattori, e “le misure di contenimento vengono finalmente effettuate”.

Il libro attraverso volti, storie e parole rappresenta una documentata ”inchiesta”, ma anche un atto d’amore per il Salento e per questo indaga sull’ ”antico legame” del popolo salentino con l’ulivo, pianta “immortale”, simbolo della civiltà mediterranea e fonte di reddito da secoli, su tradizioni, cultura e tecniche olivicole. E’ una denuncia dei negazionismi disinformati e apodittici, oggi spesso veicolati dai social media, "un mondo dove quello che è considerato vero è ciò che ha dietro la storia migliore e non le prove migliori” (J. Gottschall).

Fin dai primi tempi chi ha reagito all’epidemia ha innestato varietà resistenti sugli ulivi ancora sani, e in seguito piantato nuovi ulivi di queste varietà, si vedono oggi diversi di questi campi, andando in giro per il Salento.

Il libro finisce con il sogno della “rinascita olivicola del Salento” attraverso un autoctono “semenzale resistente ed adatto”, un sogno che avrebbe entusiasmato Margherita, empatica osservatrice della sofferenza dei “suoi” ulivi e curiosa dei possibili ed auspicati rimedi.



Film consigliato: Sangue Vivo - Edoardo Winspeare, 2000

Due fratelli nel Sud del Salento, la “pizzica”, la droga, il miraggio del riscatto, e gli ulivi intorno …


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