Gli antropologi
- 10 ore fa
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di Aysegül Savas - Gramma Feltrinelli 2025
per la sezione viaggiare con la mente

Asya e Manu hanno lasciato i loro paesi e le famiglie d’origine e raggiunto una grande città. Una condizione oggi comune alla gioventù, alla ricerca di un proprio posto nel mondo e attratta dall’idea di ridefinire liberamente la propria esistenza, senza gli usi e i costumi delle generazioni precedenti. Come coloro che non hanno radici nel luogo in cui vivono, Asya, documentarista, e Manu, impegnato in un ente non-profit, sono sedotti dalla città che li ospita, frequentano caffè e case di amici, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo di antropologi, affascinati dalle abitudini e dai comportamenti altrui e con il desiderio di comprendere come trovare bellezza e felicità nella precarietà della loro esistenza. Lontani, giungono gli echi delle vicende dei familiari, i genitori che invecchiano, i nonni che si ammalano, i nipoti che crescono.
Con una scrittura che penetra magistralmente nei dettagli della vita quotidiana, Ayşegül Savaş descrive la giovane coppia in un momento cruciale: quello in cui si tratta di diventare adulti, affrontare la vita coniugale e mettere radici. Come farlo senza perdere il legame con le tradizioni da cui entrambi provengono? Come diventare una famiglia senza rinunciare agli amici con cui si è condivisa la giovinezza e l’intensa frequentazione della città? Esplorazione intima della migrazione culturale, della vulnerabilità umana e della tensione tra ciò che ci lasciamo alle spalle e ciò che scegliamo di portare con noi, Gli antropologi illumina la condizione dell’amore nell’epoca in cui il cosmopolitismo è ancora nella terra di mezzo della fine del vecchio mondo e dei primi vagiti del nuovo. (Sinossi Gramma Feltrinelli)
Consigliato da Candida
Gli antropologi è un romanzo che consiglio a chi, spesso in giovinezza, si trova in quel momento raro e ambiguo della vita in cui va tutto bene. Nessun grande trauma, nessuna crisi evidente, relazioni stabili, un futuro che non sembra minaccioso. Eppure, proprio per questo, nasce un’inquietudine sottile: l’ansia che qualcosa debba per forza accadere, che la quiete non sia del tutto legittima.
Il libro racconta la quotidianità di una coppia, straniera, in una città che potrebbe essere qualunque città europea in cui si arriva per studiare e, senza una decisione davvero consapevole, si finisce per restare. La vita di Asya e Manu è fatta di abitudini, passeggiate, pochi amici, pensieri apparentemente minimi che però toccano questioni universali: l’amore, il senso di appartenenza, la precarietà.
Nel romanzo, in effetti, non succede niente. Ed è proprio questo il suo punto di forza. La scrittura è leggera ma profonda, capace di trasformare la monotonia in uno spazio di osservazione lucido e sereno. Gli antropologi invita ad accettare la sospensione, a guardare l’instabilità senza sospetto, ad apprezzare una vita che non chiede di essere continuamente giustificata da drammi o svolte decisive. Ma che quand’anche arrivino, torna sempre la quotidianità.



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