Portogallo
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 nov 2025
Viaggio in Portogallo
José Saramago - Feltrinelli, 2015

Dice Saramago di questo suo libro: “L'autore, senza dubbio, è andato dove si va sempre, ma è pure andato là dove non si va quasi mai.” Cattedrali, fiumi, castagneti, taverne, incontri: tutto gli importa. Questo suo viaggio prende il via da una frontiera, quella dove da un lato i pesci nuotano nel Douro mentre dall'altro si muovono nello spagnolo Duero: due nomi per uno stesso fiume, lungo un confine invisibile. Il viaggiatore – come Saramago chiama se stesso nel corso di tutto il libro – attraversa il suo Paese da nord a sud, costeggia l'oceano e per strade tortuose si spinge nell'interno, procede e torna sui suoi passi. Dappertutto fa deviazioni dal tragitto programmato, viaggia da solo e dunque non deve accontentare nessuno se non se stesso, può assecondare un impulso che lo fa rimanere a osservare a lungo le barche dei pescatori nel fiume invece di entrare nel monastero che si era ripromesso di visitare. Saramago ci descrive minuziosamente capitelli e affreschi e ci racconta vicende importanti della storia del suo Paese: se qualcuna di queste dotte narrazioni possiamo anche tralasciarla, non ci perdiamo l'incontro con la signora Alice che fa la cuoca a Sendim. E' un libro che si può leggere a pezzi, scegliendo le parti per noi più stuzzicanti e lasciando per una prossima lettura quelle che per il momento non sembrano riguardarci. (Sinossi Elisabetta Vio)
Consigliato da Elisabetta V.
Lo consiglio perché José Saramago viaggia come piace a me: è un viaggiatore lento. Fermarsi dappertutto; perdersi per le vie dell'Alfama senza chiedere la strada a nessuno; di un museo, visitare una sola sala, trattenersi per un'ora e andarsene, per tornarci forse un'altra volta. Si definisce viaggiatore ingordo: tutto gli interessa e le sue mete sono numerose, ma non va mai di fretta. Le distanze tra i luoghi non sono seccature da lasciarsi alle spalle ma paesaggi in cui scoprire bellezza (è la tentazione dei luoghi). Saramago è l'antitesi di un certo turista mordi e fuggi.
C'è tutto il Portogallo in questo libro? Dal punto di vista geografico sì – l'autore è meticoloso, non tralascia nessuna regione e anzi di ognuna scova gli angoli più reconditi – ma lui stesso ci avverte: “Il viaggio non finisce mai. Quando il viaggiatore si è seduto sulla spiaggia e ha detto 'non c'è altro da vedere' sapeva che non era vero. Bisogna ritornare sui passi già fatti per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio.” E' questa, una guida del Portogallo? Non lo so, ma senz'altro è una guida per noi viaggiatori.
Due film lisbonesi: la frontiera da cui comincia il viaggio di Saramago è la stessa dell'inizio di Lisbon Story di Wim Wenders (1995), film che ha come valore aggiunto la musica seducente dei Madredeus. Treno di notte per Lisbona di Bille August (2013) è uno dei rari casi in cui il film è meglio del libro da cui è stato tratto. Storia coinvolgente e grande cast.
La testa perduta di Damasceno Moreno
Antonio Tabucchi, Feltrinelli, 2012

Un truce fatto di sangue. L'inviato di un giornale popolare di nome Firmino. Un avvocato anarchico e metafisico, ossessionato dalla Norma Base, che assomiglia a Charles Laughton. L'antica e affascinante città di Oporto. Un romanzo che sotto le apparenze di un'inchiesta costituisce una riflessione sull'abuso e sulla giustizia. (Sinossi Feltrinelli)
Consigliato da Manuela
Un noir ironico e insolito, un feroce delitto in una Porto post Rivoluzione dei garofani, ancora prigioniera di una polizia corrotta e su cui si affacciano le complicanze del “progresso”, della rincorsa al denaro e al successo: droga, prostituzione, giovani ricchi privi di scrupoli…
L’inchiesta giornalistica condotta dal buon Firmino si intreccia con le strategie della difesa del testimone chiave del delitto, ad opera dell’avvocato “Loton”, ormai anziano, disincantato, e coltissimo… Una lettura super consigliata!