Da Milano a Forlì
- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Milano. The passenger
Per esploratori del mondo
Edoardo Massa - Iperborea, 2022

E in questa corsa verso il futuro Milano non guarda in faccia a nessuno perché, da vera seduttrice, non giudica ma si specchia negli occhi di chi guarda: accogliente o terribile, attraente o respingente, liberatoria o fagocitante, aperta o omologata.
La più sfuggente e indefinibile tra le città italiane, Milano è quello che non è già dai suoi confini: è relativamente piccola rispetto alla sua forza di gravità, ma i suoi quartieri invadono i comuni limitrofi; come «città metropolitana» è un’astrazione senza alcun senso geografico o politico; come inurbamento è sconfinato, ma non ha una permeabilità di trasporti e collegamenti amministrativi tali da essere considerata una grande metropoli. La confusione non risparmia neanche gli autoctoni, che quando si incontrano devono sempre ripetere: di Milano Milano? In mezzo alla pianura, come sta inscritto (forse) fin nel nome – medio (p)lanum – senza una geografia imperiosa che caratterizzi il panorama o tracci i confini, i milanesi sono abituati a far da sé (ghe pensi mi) e rimodellarla ogni volta a nuove esigenze, adattandola allo spirito del tempo senza temere di stravolgerla. In mancanza di montagne hanno innalzato un «monte», senza lago se lo sono scavato, hanno deviato e tombinato fiumi, aperto e richiuso canali. Della città di un secolo fa non rimane quasi niente, e chi fosse venuto in visita venti, trent’anni fa faticherebbe a riconoscerla. Negli ultimi due decenni è stato ridisegnato lo skyline, e con lui interi quartieri. La Milano della nebbia e del panettone è sparita. È passata anche quella da bere, delle televisioni, sostituita oggi da quella della moda, del design, degli influencer e delle week. Le fabbriche sono location o coworking. In un paese spesso rivolto a un passato glorioso e a tradizioni eterne, è facile deridere una città che abbraccia il nuovo senza troppi pensieri, perché l’età dell’oro per i milanesi è sempre domani. E in questa corsa verso il futuro Milano non guarda in faccia a nessuno perché, da vera seduttrice, non giudica ma si specchia negli occhi di chi guarda: accogliente o terribile, attraente o respingente, liberatoria o fagocitante, aperta o omologata. Come la sabbia su cui è costruita, si lascia plasmare senza opporre resistenza, continuando a inventare, produrre e poi vendere desideri. (Sinossi Iperborea)
35 castelli imperdibili dell'Emilia Romagna
Elena Percivaldi, Mario Galloni - Edizioni del Capricorno, 2020

Distesa tra la pianura Padana e gli Appennini e bagnata dal mare Adriatico, l'Emilia-Romagna è da sempre crocevia di genti diverse che, nel tempo, hanno concorso a farne un autentico tripudio di bellezza, cultura e sapori. Oltre alle splendide città d'arte e ai borghi millenari, la regione vanta un gran numero di castelli che, tra Medioevo e Rinascimento, hanno ospitato le imprese straordinarie e a volte tragiche di tante celebri dinastie: dai Bentivoglio agli Estensi, dai Malatesta ai Sanvitale, dai Farnese ai Borbone. Una storia fatta di congiure e intrighi, lunghi assedi ed efferati omicidi, ma anche di amori e nozze trionfali, feste memorabili e grandiosi capolavori dovuti alla felice mano di artisti come Bernardino Campi, Cesare Baglione, Benedetto Bembo, il Parmigianino e il Vignola. A scriverla, duchi e condottieri, certo, ma anche indimenticabili figure femminili: la grancontessa Matilde di Canossa, «madrina» nobile dei tanti manieri del Reggiano, e poi la bella e sventurata Barbara Sanseverino e la «buona duchessa» Maria Luigia d'Austria, ancora oggi amatissima dai parmensi. (Sinossi Edizioni del Capricorno)
La bastarda degli Sforza
Carla Maria Russo - Ed. Neri Pozza 2025

Milano, 1472. I lunghi capelli morbidi come la seta e biondi come il grano, gli occhi nocciola spruzzati di verde: Caterina Sforza, figlia illegittima del duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, ha una bellezza fuori dal comune, ma non è questo a renderla unica. Già da piccola si distingue per l'indole ribelle, coraggiosa fino all'imprudenza, fiera. È appassionata di studi scientifici, di caccia, strategia militare e combattimento, arti in cui, se non fosse per il corpo esile, supererebbe i fratelli, con i quali le è concesso di crescere alla pari. Una stravaganza per l'epoca ma non per la famiglia in cui già la madre di suo padre, Bianca Maria Visconti, sposa di Francesco Sforza, era scesa in battaglia a fianco del marito per riprendersi Milano. A nove anni, però, la vita di Caterina cambia per sempre. Suo padre, uomo temutissimo per gli eccessi e la sregolatezza, seppur benevolo per quella figlia così particolare, non esita a sacrificarla alla ragion di Stato, dandola in sposa, insieme alla dote del Ducato di Imola e Forlì, a un uomo vile e crudele il cui unico merito è quello di essere il nipote del papa, fondamentale alleato contro Venezia. Sebbene cresciuta libera Caterina sa di doversi piegare. Da quel terribile affronto tuttavia nascerà una donna senza paura, dai rivolgimenti della Storia una combattente che si metterà a capo di un esercito, che saprà essere spietata anche con la sua stessa carne e che verrà ricordata col titolo di Leonessa di Romagna. (Sinossi da Neri Pozza)
Consigliato da Daniela
Ancora un romanzo di Carla Maria Russo, perché una volta incontrata non puoi più abbandonare la sua scrittura, non ti lascia più, ti prende col "rigore della ricostruzione storica e la piacevolezza della finzione letteraria". E anche stavolta si viaggia insieme alla sua eroina da Milano a Forlì, Imola, Roma, dentro castelli medievali, come quello di Porta Giovia a Milano dove Caterina è cresciuta, dentro palazzi sfarzosi come le dimore dei Riario a Roma, attraverso le sale dei palazzi di Forlì, dentro fortezze, luoghi che forse più si confanno a Caterina, come l'inespugnabile Rocca di Ravaldino, dove ti pare di incrociare i soldati a difesa di quelle mura, soldati che ubbidiscono ciecamente alla loro Signora di cui riconoscono la superiorità come stratega e donna d'armi. Figura potentissima, fiera, risoluta quella di Caterina Sforza di cui non ci si può non innamorare all'istante.
La Rocca di Ravaldino di Forlì, conosciuta anche come Rocca di Caterina Sforza, che costituisce una delle principali ambientazioni del romanzo La bastarda degli Sforza è visitabile solo in parte, essendo adibita a carcere dalla fine del XIX secolo.
Presso la Rocca di Ravaldino, dal 23 novembre al 28 dicembre 2025 si svolgerà EXPERIENCE in ROCCA: cinque appuntamenti ognuno dei quali è costruito intorno a un tema specifico, collegato a episodi, personaggi e atmosfere che hanno segnato la vita della Rocca, integrando elementi di spettacolo, narrazione, artigianato e cucina.
Per info e prenotazioni: Ufficio Turismo IAT-HUB, tel.0543/712362; iat@comune .forli.fc.it