Puglia
- 22 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Puglia. The passenger. Per esploratori del mondo
Iperborea, 2025

Trentatré anni separano due sbarchi. Nel 1991, quello che molti intellettuali pugliesi individuano, a posteriori, come l’evento spartiacque che ha acceso i riflettori sulla Puglia: l’attracco al molo Carboni del porto di Bari della Vlora, una carretta del mare stracolma di profughi albanesi. Il secondo nel 2024, quando nel resort di lusso di Borgo Egnazia approdano i capi di stato delle grandi potenze economiche del mondo per la consacrazione definitiva del brand Puglia. Un trionfo planetario che rischia però di contenere le cause stesse di una svolta in senso opposto: sovraesposizione mediatica, overtourism, la vittoria del plastico della Puglia sulla regione in carne e ossa, il passaggio dall’accoglienza dei rifugiati alla hospitality per ultraricchi. I posteri potrebbero cambiare anche il giudizio sulla rivoluzione culturale e la primavera politica che ha vissuto la regione a partire dal 2005: se da un lato l’ondata di rinnovamento che ha ribaltato l’immaginario e la narrazione del territorio ha avuto indiscutibili effetti positivi, dall’altro ha acceso dibattiti sull’autenticità e riflessioni sul paradossale ribaltamento dei valori, come ad esempio nel caso dei trulli e della taranta, che da simboli di una vita contadina misera e arretrata di cui vergognarsi sono diventati motivo d’orgoglio ed elemento identitario. I riflettori hanno reso più evidenti alcune ferite mai curate, come il feroce caporalato subito dai braccianti, il vuoto occupazionale e i veleni lasciati dall’Ilva, l’ascesa della cosiddetta quarta mafia, oltre alla piaga forse più seria di tutte, perché più gravi sono le responsabilità della politica (in concorso di colpe con magistratura e media): la morte di oltre venti milioni di ulivi a causa di un’epidemia che doveva essere gestita invece che negata. E forse è questo il destino dei luoghi di grande luce: quando il sole cala, si formano anche grandi ombre. (Sinossi Iperborea)
Consigliato da Giacomo
The Passenger – Puglia, come tutte le opere della collana, è abbastanza lontano dall'essere una semplice guida. È un almanacco emotivo per chiunque (che ci sia nato o meno) ami una regione che negli ultimi decenni ha vissuto una trasformazione radicale. È un potente documentario, che sa essere una fotografia allo stesso tempo d'amore e impietosa, che raccoglie reportage, saggi e testimonianze di autori come Nicola Lagioia, Mario Desiati, Stefano Nazzi e Leonardo Palmisano, accompagnati da fotografie d’autore e infografiche. Il filo conduttore è il contrasto tra luci e ombre: da un lato, lo scintillio della rinascita culturale e turistica che ha consacrato la Puglia come icona globale visitata da tutto il mondo. Dall'altro le sue ferite mai rimarginate - il caporalato (purtroppo sempre in buona salute), la criminalità organizzata, il dramma della crisi occupazionale, l’eredità senza soluzione dell’Ilva, la Xylella che ha portato alla morte di milioni di ulivi (anche per battaglie di retroguardia). Il libro muove da due eventi simbolici: lo sbarco dei profughi albanesi nel 1991 e il G7 del 2024 a Borgo Egnazia. In mezzo, un'evoluzione (o forse involuzione?) che ha trasformato trulli e taranta da simboli di arretratezza a icone tanto identitarie quanto inflazionate, che solleva interrogativi sull’autenticità e sul rischio di overtourism.
La portalettere
Francesca Giannone - Nord, 2023

Narra la storia di Anna la “forestiera”, della famiglia Greco e della comunità di Lizzanello, paese del Salento centrale, tra gli anni ‘30 e ‘50 del secolo scorso.
La protagonista viene trapiantata dalla Liguria ad un paese del Sud del Sud, per seguire il marito che torna per gestire, insieme al fratello Antonio rimasto al paese, l’Azienda di famiglia.
Si tratta di una storia avvincente, con tanti personaggi e legami. Anna ha un rapporto felice con suo marito Carlo, ma ciò non impedisce la crescita di un legame profondo con suo cognato Antonio, basato sull’unione emotiva e la confidenza intellettuale. Carlo poi ritrova Carmela, a cui un tempo si era promesso …
Il personaggio è intriso di impegno lavorativo, attraverso un impiego da portalettere, un ruolo tradizionalmente maschile e poi, a seguito delle vicende familiari che l’hanno catapultata in prima linea, civile, con l’istituzione di una scuola in cui le contadine analfabete imparavano a leggere e di una “casa” per le donne meno fortunate. (Sinossi di Guido Scarascia)
Consigliato da Guido
Perché è un romanzo storico e familiare con marcati elementi introspettivi ed emotivi che, attraverso la “rivoluzione silenziosa” di Anna:
esplora la condizione femminile, i compromessi, i segreti familiari, la forza e la voglia di emancipazione della protagonista, forte ed indipendente, nei confronti dei pregiudizi, con cui riesce a venire a patti dopo l’iniziale diffidenza diventando infine la “confidente” degli anziani del paese;
pur mantenendosi attento al passato della famiglia (la “portalettere” era la nonna dell’Autrice) e ai cambiamenti della comunità, mette in discussione vecchie tradizioni e ipocrisie;
rispetto a silenzi di comodo e passive rinunce fa deflagrare un sincero e tenero rapporto (quello tra Anna e Antonio) nato dalle scoperta delle comuni emozioni scaturite dalle stesse sottolineature ed annotazioni dei romanzi condivisi.