Ungheria
- 8 gen
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Budapest e Ungheria
Autori vari - Lonely Planet Italia, 2025

"Immersa nella storia e nella tradizione, l'Ungheria offre sorprendenti architetture art nouveau, calde acque termali con proprietà terapeutiche e una cucina tanto squisita quanto sostanziosa." Per pianificare un viaggio da ricordare: scattate una foto indimenticabile di Budapest dal Bastione dei Pescatori; date uno sguardo oltre la Cortina di Ferro al Memento Park; lasciatevi sorprendere dalla cultura, dalla cucina e dall'architettura di Pécs; esplorate i parchi nazionali della Grande Pianura. (Sinossi Lonely Planet Italia)
La ballata di Iza
Magda Szabò - Einaudi, 2015

Quando muore il marito Vince, un giudice che durante gli anni del fascismo ungherese aveva subito gravi torti, la vecchia signora Szocs si ritrova completamente sola nella modesta casa di famiglia nella campagna ungherese. È allora che la figlia Iza, una dottoressa di successo che vive sola nel rigore di Budapest, decide di portare la madre a vivere con sé. Ma nella nuova casa, perfetta e confortevole come vuole la posizione di Iza, la signora Szocs non si trova affatto a suo agio: tutto è troppo freddo e senza vita, proprio come Iza. E così, a poco a poco, la fragile donna si chiude in un mutismo impenetrabile, affievolendosi inesorabilmente fino al giorno in cui non decide di ritornare al suo villaggio per compiere un gesto inatteso e liberatorio. (Sinossi Einaudi)
Consigliato da Manuela
Riletto dopo non so quanti anni, bellissimo, uno di quei libri che sono come "un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi” (Franz Kafka, da una lettera all'amico Oskar Pollak, 1903). Ambientato nell'Ungheria degli anni Sessanta del Novecento, ci presenta Etelka, l'anziana madre (verrà chiamata “la vecchia” per tutto il romanzo), sradicata dopo la vedovanza da una modesta abitazione di un paese di campagna e portata dalla figlia nella grande città di Pest, in un appartamento nuovo e pieno di comodità. E c'è Iza, la figlia, dapprima brava bambina, poi moglie irreprensibile, dottoressa dedita ai suoi pazienti, che agisce più per senso del dovere che per autentico affetto. Si assiste sgomenti sia al progressivo estraniarsi della madre, incapace di adattarsi alla nuova realtà, privata di qualsiasi attività e di rapporti umani, sia alla solitudine cui va incontro quasi inconsapevolmente Iza, il “nuovo” che non si accorge di chi le sta attorno, presa dalla sua autoaffermazione. Una descrizione lucida e dolorosa dell'incapacità di comunicare, delle difficoltà che si presentano con l'invecchiamento e la perdita di autonomia.



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