Firenze
- 4 giorni fa
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Firenze di carta. Guida letteraria della città
Alessandra Mastroleo - Il Palindromo, 2021

"Firenze di carta" è una guida letteraria della città per orientarsi attraverso la voce degli scrittori in una realtà complessa e stratificata dove le parole di ogni epoca si sovrappongono e si annodano. Il lettore indosserà le vesti dell’esploratore seguendo le acque dell’Arno che riflettono una città da sempre ambivalente e conflittuale. Raggiunti dal soffio immortale di Dante e Boccaccio, numerosi poeti, scrittori e scrittrici dalla fine dell’Ottocento si sono legati a Firenze. Nella Firenze di carta si incrociano le voci di: Anatole France, Giuseppe Verga, Edward Morgan Forster, Dino Campana, Aldo Palazzeschi, Vasco Pratolini, Eugenio Montale, Romano Bilenchi, Anna Banti, Curzio Malaparte, Guido Piovene, Giorgio Manganelli, Mario Luzi, Marco Vichi, Leonardo Gori, Magdalen Nabb, Vanni Santoni, Emiliano Gucci; molteplici sono i riferimenti a tantissimi altri autori, tra cui Elizabeth Barrett Browning, Oscar Wilde, Virginia Woolf, Henry James, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Elio Vittorini. In allegato la mappa letteraria di Firenze con l’indicazione dei luoghi chiave delle opere passate in rassegna. (Sinossi Il Palindromo)
Il velo di Lucrezia
Carla Maria Russo - Neri Pozza, 2025

Firenze, 1464. La tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. Il momento che Filippo Lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore Cosimo de’ Medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. Custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. C’è l’amore per Lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. C’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. Orfano nato “diladdarno”, Filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. Sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. Figlia di un tintore, Lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. L’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in Cielo e in Terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia.
Con Il velo di Lucrezia, Carla Maria Russo dà ancora una volta voce a una palpitante vicenda privata di ossessione che si fa universale, ci interroga sui modi in cui si nasce alla vita, sulla forza distruttiva delle passioni, sul potere diabolico eppure salvifico della bellezza. (Sinossi Neri Pozza)
Consigliato da Daniela
Eccomi a parlare di nuovo di un libro di Carla Maria Russo, "Il velo di Lucrezia", che è stato in realtà il primo che ho letto di questa autrice, il 'colpevole' della mia passione per lei. Con la sua scrittura scorrevole, ricca in un modo piacevolissimo, mai pedante, con l'uso sapiente della parlata fiorentina, vivace, ironica, diretta, spiritosa, a volte caustica, l'autrice ci trasporta nella Firenze del XV secolo dove si alternano, anche letteralmente nei vari capitoli, le vicende di Frà Filippo Lippi e di Lucrezia Buti. Nella prima parte del romanzo infatti le loro vite si dipanano separatamente, narrate appunto a capitoli alterni, fino al loro incontro. Folgorante per entrambi. E il romanzo è tante cose: il racconto della ricerca ossessiva della bellezza, della ricerca ossessiva della libertà, della vita realmente vissuta, dell'arte che può essere dannazione e salvezza al tempo stesso. E la lettura non ti dà tregua, ti cattura e non ti molla più ...



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