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Croazia

  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Croazia

Autori vari - Touring, 2025


Croazia

Per molti la Croazia è soprattutto la sua galassia di isole di tutte le forme, oltre 1000 che si disperdono nel blu di un Adriatico profondo e cristallino, ricco di biodiversità. E coste da cartolina punteggiate – nel lungo nastro che va dall’Istria alla Dalmazia – da cittadine e borghi ben preservati che sfoggiano segni di culture antiche (romane, veneziane, austriache), a cominciare dalle popolari Zara, Spalato, Dubrovnik. Ma raccogliendo la sfida di allargare il campo per una maggiore sostenibilità ambientale, la nuova Guida Verde invita a esplorare anche le bellezze più appartate dell’entroterra, i parchi naturali fra cui il celebre Plitvice, i castelli dello Zagorje, le cantine della Slavonia, con una rassegna di proposte alternative, ricercate, fuori rotta.


Sommario:


• Popoli culture ambiente


• Zagabria e il suo territorio


• L’Istria e il golfo del Quarnaro


• L’Alto Adriatico


• Zara e la Dalmazia settentrionale


• Spalato e la Dalmazia centrale


• Dubrovnik e la costa meridionale


• La Slavonia


• Informazioni pratiche



Dalla Zagabria hipster alle memorie di Vukovar, città martire: i reportage di GIOVANNI VALE, giornalista del ‘Piccolo’ di stanza nella capitale croata.


I lungomare urbani più belli del Mediterraneo: dove godersi il tramonto, dove fermarsi per una cena romantica, dove fare jogging, dove salire su una barca di pescatori


Dalle Brijuni alle Kornati, al relitto di Prèmuda: gli hotspot consigliati per lo snorkeling


Nei saggi sull’ambiente, approfondimenti e riflessioni sugli effetti del cambiamento climatico alle pendici dei Balcani


In mountain bike sulla vecchia Parenzana, trekking sul sentiero dei delfini a Lošinj, lo skilift acquatico di Punat, il periplo in barca dell’arcipelago di Šibenik e tante altre proposte di attività e sport


Le aree protette di montagna dall’altopiano carsico del Gorski Kotar alle falesie strapiombanti di Paklenica; i santuari del birdwatching nella regione del Kopacki Rit, dove il Danubio esonda creando ecosistemi brulicanti di vita


La passione per la buona tavola e i buoni vini, i menu di una konoba tradizionale dove piatti marinari di sapore quasi veneto si alternano a vigorose specialità di terra.


Percorsi d’autore di FEDERICA MANZON

Scrittrice friulana, ha vinto il Premio Campiello 2024 con Alma (Feltrinelli), romanzo aspro e delicato in cui la protagonista valica la frontiera per fare i conti con la sua vita e con la Storia. Ha pubblicato fra gli altri Come si dice addio (Mondadori, 2008), Di fama e di sventura (Mondadori, 2011), La nostalgia degli altri (Feltrinelli, 2017), Il bosco del confine (Aboca, 2020). Per Bompiani ha curato l’antologia I mari di Trieste (2005) e per il Tci ha scritto i Percorsi d’autore della Guida Verde Trieste (2022), una citazione dei quali è stata scelta per un pannello del neonato Museo della Letteratura di Trieste.

(Sinossi Touring)



Hotel Tito

Ivana Bodrozic – Sellerio, 2019


Hotel Tito

È il 1991, e a Vukovar, sulle sponde del Danubio al confine tra Croazia e Serbia, sta arrivando la guerra. Una famiglia, due figli, l'improvviso irrompere della violenza, la fine di ogni sicurezza. I genitori nascondono alla bambina e al ragazzo la gravità della situazione e preferiscono tenerli lontani e al sicuro, mandandoli da soli al mare, in vacanza. Alla fine dell'estate anche la madre li raggiunge e da qui in poi la loro trasferta si trasforma a poco a poco in esilio. Vukovar viene devastata e non si ricevono più notizie del padre scomparso durante l'assedio da parte della milizia serba. I tre alloggiano all'Hotel Zagorje, un albergo costruito a Kumrovec, città natale di Tito, sede negli anni '70 della Scuola del Partito Comunista, da loro ribattezzato «Hotel Tito». È un campo esuli e un asilo di protezione per chi è riuscito a sottrarsi al conflitto, e la bambina vede la sua vita e quella della sua famiglia cambiare in modo radicale. Il distacco, l'isolamento, la guerra, si prolungano sempre di più, e quella che sembrava una situazione straordinaria diventa la normalità. Per sette anni, in quell'hotel, la bambina non perde mai la speranza e il coraggio, stringe nuove amicizie, diventa grande nella lotta incessante per qualche metro quadrato in cui stringersi con la madre, perennemente preoccupata per la sparizione del padre, accanto al fratello, sempre indocile e in collera per l'immobilità del governo. Ed è lei a raccontare un intero mondo che sta sparendo, lo stravolgimento della storia, la rivoluzione di un presente che arriva a sradicare le abitudini e gli affetti, i sogni e le speranze per il futuro. Ivana Bodrožić intreccia magistralmente e con grande humour la tenerezza infantile e il dramma devastante della fine di un'epoca, i turbamenti dell'adolescenza e la scoperta di una realtà sempre più inaspettata. Il suo è il racconto di una guerra crudele contenuto in uno sguardo famelico, sconcertato e innocente, una voce che lascia una traccia letteraria già considerata alla stregua di un classico contemporaneo. (Sinossi Sellerio)


Consigliato da Manuela

Il senso di estraniamento, la preoccupazione del giorno per giorno, unite però alla voglia di reagire, di ribadire la propria identità e di non arrendersi alla disperazione narrati da una ragazzina sfollata insieme alla mamma e al fratello in un hotel alle porte di Zagabria, l’Hotel Tito appunto. Non c’è la descrizione cruenta della guerra, in particolare dell’assedio e della distruzione di Vukovar, città natale della ragazzina; il libro ci aiuta a capire, con un tono a volte scanzonato, il dramma vissuto da molte famiglie “normali”, al di là della costa adriatica, agli inizi degli anni 90, a due passi da noi…

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