Iran
L'Iran degli Ayatollah
Pier Luigi Petrillo - il Mulino, 2025

L'Iran è un paese unico, ma non è un paese solo. Se guardiamo al suo regime, vediamo uno dei sistemi politici più originali del mondo musulmano: uno stato in cui il potere palese e occulto funziona in maniera diversa da tutti gli altri stati islamici (vicini per lo più ostili, che infatti considerano l'Iran una «eresia»). Se guardiamo alla storia e alla geografia, capiamo che l'Iran è un paese cerniera tra mondo arabo e mondo islamico, ma senza appartenere a nessuno dei due: perché ancora oggi è l'antico impero persiano a plasmare la concezione che gli iraniani hanno del loro posto nel mondo. Intrecciando la descrizione della forma di governo - il regime fondato da Khomeini nel 1979 - a dati culturali, politici, sociali ed economici di lungo periodo, questo libro accompagna il lettore in un percorso fatto di mille colori, suoni e contraddizioni, fino a descrivere il senso delle proteste che negli ultimi anni hanno agitato il potere ufficiale. (Sinossi il Mulino)
La notte sopra Teheran
Pegah Moshir Pour – Garzanti, 2024

Piano piano, nel mio cuore hai costruito una casa. Le note di questa canzone si mischiano al profumo di tè chai che si diffonde nella casa di una famiglia che non riesce a smettere di sorridere. Perché è nata Pegah. «È una femmina.» L’infermiera lo ripete perché forse non hanno capito bene: come si fa a essere felici di avere una figlia femmina a Teheran? Ma il papà stringe al petto la sua bambina e le promette che farà di ogni luogo del mondo una casa accogliente per lei. Pegah dovrà essere una bambina felice. Ma è impossibile in un paese che non rispetta la libertà di donne e ragazze. Per questo, la famiglia decide di trasferirsi in Italia. Ma Pegah non vuole. Non vuole separarsi da sua cugina Setareh. Eppure, è proprio in Italia che Pegah inizia a conoscere meglio l’Iran. Ascoltando le storie di famiglia e scrivendo a sua cugina, con cui non ha mai smesso di parlare. La vita in Iran per le donne diventa sempre più pericolosa. E quando Pegah perde le tracce di Setareh, capisce che c’è qualcosa che non va. Forse deve mettersi in viaggio e andare a cercarla. Deve riportarla a casa. (Sinossi Garzanti)
Consigliato da Lilia
Di questi tempi in cui si continua a parlare della guerra Usa in Iran e delle traballanti tregue tra le parti senza una soluzione definitiva all’orizzonte, dello stretto di Hormuz e del complicato scenario bellico-politico medio-orientale spicca attualissima la voce di Pegah Moshir Pour, scrittrice iraniana che vive da anni in Italia, attivista per i diritti umani, che con il suo romanzo La notte sopra Teheran fornisce un importante contributo alla battaglia per l’emancipazione delle donne iraniane e ci dà modo di comprendere dall’interno la difficile condizione di essere nate “femmine” in Iran. Pegah ha vissuto sulla sua pelle tale difficolta. La sua fortuna però e stata avere dei genitori “illuminati”, un padre che sin da piccolissima con un sottofondo di musica gioiosa e un profumo diffuso di tè chai le dice : “ il mio cuore sarà sempre una casa per te”, e contento di avere procreato una femmina e non dispiaciuto come spesso accade in Iran quando non si dà alla luce un maschio le dà un nome che significa “aurora”, non solo perché lei e nata all’alba, ma soprattutto perché “la tua vita sarebbe stata l’inizio di un mondo nuovo per tutti noi”. E così è. Il romanzo di Pegah Moshir Pour è ambientato in gran parte in Iran e sono molteplici le vicissitudini narrate, la lotta contro la repressione del regime, il successivo trasferimento in Italia – prima non voluto per non abbandonare il proprio Paese e soprattutto l’amata cugina Setareh, ma poi assolutamente apprezzato per l’anelito alla vita e alla liberta della scrittrice. Pegah tornerà momentaneamente in Iran proprio per aiutare la cugina Setareh finita imprigionata, ma poi rientrerà in Italia con nostalgia certamente, ma anche con la speranza che le mobilitazioni delle donne in atto nel suo Paese, i cambiamenti e il corso della storia portino finalmente alla Libertà e alla Luce: “Neanche la notte riesce a far riposare questa citta di anime in lotta...”.

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